Ha appena passato con la moglie una settimana in Umbria (Italy, precisa per chi non lo sapesse) in una villa sontuosamente restaurata non lontano dal Lago Trasimeno, otto camere in tutto da dividere con altre sette coppie, provenienti da tutti gli angoli degli Stati Uniti: e la circostanza gli offre il pretesto per passare in una ironica e spassosa rassegna i comportamenti del suoi connazionali, perché – dice – “gli americani all’estero rappresentano una specie a parte”. S’intitola “Under the Umbrian Sun” (mutuato dal famoso libro e poi film “Under the Tuscan Sun” di Frances Mayes) l’articolo che Alex Beam, “columnist” del “Boston Globe” e del “New York Times”, ha scritto per il quotidiano newyorkese, ripreso anche dall’“International Herald Tribune”. Sullo sfondo del Trasimeno, l’autore dipinge una serie di “sketches” comportamentali dei suoi compagni di viaggio: ci sono quelli che hanno prenotato tutto con mesi d’anticipo, dai biglietti dei musei alle escursioni, e pazienza se quel giorno piove; quelli che stanno perennemente attaccati al “Black Berry” per il Dow Jones e le notizie locali; quelli sempre “bardati da viaggio”, con giacchetti idrorepellenti e tasconi militari a “zip” da sovraccaricare di aggeggi elettronici; quelli che stanno tutto il tempo al computer per collegarsi a “Face Book”; per non parlare di quei “foodies”, “gourmet” molesti che, nell’Umbria “terra very much cognita nel circuito del cibo da quasi due decenni, non si accontentano di mangiare in ristoranti squisiti, ma vogliono penetrare in quelle séances culinarie private, casalinghe, solo su invito, strombazzate senza fine da chi scrive di turismo al solo scopo di far sì che i turisti normali si sentano fuori dalla ‘routine’. Dio benedica gli umbri! – dice Alex Beam – Quando questi ‘gourmet’ da periferia stanano la nonna dalla cucina per elemosinarle le ricette, la vecchietta si mette semplicemente a ridere”. E che dire poi di quei salutisti, “freaks Anni Cinquanta dell’igiene riprogrammati per il ventunesimo secolo”, che si chiedono se in Italia l’acqua del rubinetto sia potabile, se la cuoca Rosanna abbia lavato per bene i polli prima di metterli nel forno, se non ci siano un sacco di batteri nel formaggio, e che passano il disinfettante su volante e cambio dell’auto a noleggio, prima di lamentarsi della guida troppo veloce degli italiani?
“Così – conclude l’autore di “Under the Umbrian Sun” – che cosa abbiamo fatto io e mia moglie in Umbria? Ci siamo rilassati in piscina. Siamo andati a cercare l’eremitaggio di San Francesco nell’Isola Maggiore al Lago Trasimeno. Abbiamo mangiato manicaretti squisiti. No, non ho bisogno della ricetta, grazie lo stesso. Abbiamo letto Stieg Larsson. Eravamo in vacanza”. Insomma, in Umbria all’insegna dello slogan “Scopri l’Arte di Vivere”.
(27-07-2010 15:24)
|